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20 novembre 2009 5 20 /11 /novembre /2009 21:32

La serata d’informazione e discussione del 19 novembre si è rivelata interessante e piena di spunti di riflessione. Innanzitutto una parola sul pubblico: una sessantina di persone, per la metà gandriesi e l’altra di addetti ai lavori. C’erano architetti, storici, storici dell’arte e soprattutto diversi politici (consiglieri comunali e la municipale Nicoletta Mariolini, intervenuta a titolo personale dato che il municipio di Lugano ha delegato a rappresentarlo l’architetto Marco Hubeli, responsabile della pianificazione del comune). C’era anche - ci ha fatto piacere perché siamo aperti al dialogo - Luca Pacchin, il promotore delle discusse palazzine (vedi qui per l’immediata relazione del Corriere del Ticino). Questa presenza qualificata dimostra che il tema della salvaguardia di Gandria ha ormai fatto breccia; dovendo decidere nei prossimi mesi alcune questioni importanti che pregiudicano il futuro dell’insediamento (ricorso Pacchin e mozione Arigoni) sembra che il legilslativo e l’esecutivo comunale abbiano preso coscienza della necessità di valutare seriamente la questione. Per quanto ci riguarda non mancheremo di continuare a fare proposte e ribadire la nostra volontà di dialogo e collaborazione.
Adriano  Censi presidente della commissione cantonale beni culturali ha spiegato come avviene praticamente la consulenza per la salvaguardia del nucleo di Fusio - finora l'unico insediamento integralmente protetto in Ticino. Paolo Fumagalli  ha parlato dei criteri con cui si analizza il paesaggio e spiegato il procedimento che ha portato la commissione cantonale del paesaggio da lui presieduta alla conclusione che il territorio investito dal progetto di palazzine non deve essere edificato. Tita Carloni, con poche immagini, ha saputo illustrare in modo semplice e preciso il passato, il presente e il possibile futuro del nostro villaggio. Una magnifica foto di “Gandria nella sua maturità” (risalente forse al 1920, che speriamo di potervi presentare presto) e i bei profili dell’insediamento realizzati (con altri) alcuni anni fa dal nostro socio Claudio Mudry gli hanno permesso di definire Gandria come un “monumento”. Un monumento che nel frattempo ha subito le “incrostazioni” del turismo e delle modifiche intervenute dopo la costruzione della strada carrozzabile, interventi che comunque non ne ha corrotto l’anima. Un’anima che potrà tornare in evidenza se gli abitanti sapranno definire un programma per il futuro, a partire dal quale dei bravi architetti potranno elaborare un progetto. Quindi un insediamento che non dev’essere mummificato ma deve cercare nuove forme di sviluppo. Con le nostre forze e con entusiasmo, è proprio quello a cui stiamo lavorando.

    

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11 novembre 2009 3 11 /11 /novembre /2009 17:20
Care amiche, cari amici, segnatevi la data: giovedì 19 novembre VivaGandria organizzerà una serata d'informazione e dibattito sul tema Gandria: nucleo da salvaguardare? (vedi qui per l'invito).
I relatori chiamati a intervenire sono certamente qualificati: Adriano Censi, presidente della Commissione cantonale dei beni culturali, Paolo Fumagalli, presidente della Commissione del paesaggio e Tita Carloni, il "grande vecchio" del patrimonio culturale e paesaggistico ticinese.
La serata potrebbe rivelarsi importante per l'avvenire di questo villaggio/quartiere anche e proprio perché non si tratterà di prendere decisioni ma di capire come si possono prendere con cognizione di causa e in modo meditato. Tutti sono stati invitati; i residenti, i municipali e i consiglieri comunali di Lugano. Molto dipenderà quindi dalla presenza e dall'attenzione del pubblico perché largo spazio sarà dedicato alla discussione e al dibattito. Insomma, passate parola.
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7 novembre 2009 6 07 /11 /novembre /2009 12:51

La municipale Giovanna Masoni, intervistata da PLR Informa (vedi qui) nello scorso mese di ottobre in merito alla protezione comunale dei beni culturali, ha ribadito l'importanza di "dotarsi almeno di un inventario, è la prima cosa; è un po' come la rosa del Piccolo Principe; se non conosci i beni culturali della e nella tua città, se non te ne occupi, non saprai apprezzarli e magari nemmeno vederli".
Come darle torto? Anche noi vogliamo un inventario del patrimonio culturale e paesaggistico di Gandria: abbiamo già chiesto un incontro al Municipio per poterne discutere concretamente. Ci sembra importante farlo subito perché in questi prossimi mesi (o settimane) ci saranno due decisioni importanti che segneranno il futuro di Gandria: la votazione in consiglio comunale sulla mozione Arigoni "Giù le mani da Gandria" e la risposta del municipio al ricorso Pacchin sulle discusse palazzine. Il nostro timore è che questo avvenga senza che nessuno abbia in mano lo strumento necessario per poterlo fare con cognizione di causa. L'inventario appunto, che va allestito con urgenza: in attesa della sua realizzazione, che richiede all'incirca sei mesi e pochi soldi, proponiamo di congelare tutto, una moratoria di un anno prima di prendere decisioni affrettate di cui ci si potrebbe pentire in seguito.

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29 ottobre 2009 4 29 /10 /ottobre /2009 12:33
Due anni fa il gandriese Roberto Genazzini ha scritto una divertente poesia dialettale dopo il matrimonio d'interesse tra Lugano e Gandria. Sulla casa comunale sventolava ormai il gonfalone di Lugano, ma "rispetto e stima non s'ammainano" e come "provare affetto per quel nuovo simbolo"?. Nella maglia del FC Lugano indossata da bambino in "memorabili partite giocate tra i vicoli del mio paese" - quegli spazi comuni ora un po' in disuso ricordati da Nicola Emery - trova stimolo per "rime dialettali che sognano l'immortalità di Gandria". Ci fa tenerezza quei "dó giácch i fa na pòrta, trii corner un penalty", una formula classica che ha segnato in modo indelebile i ricordi di tanti maschietti.
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26 ottobre 2009 1 26 /10 /ottobre /2009 21:59
Nel darvi notizia del salvataggio della spiaggetta abbiamo omesso di dire che il progetto per il nuovo manufatto è stato offerto gratuitamente dall'architetto Edy Quaglia. Lo ringraziamo per il regalo che ci ha fatto e vi mostriamo il suo schizzo che serve da guida per i lavori in corso.

 
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26 ottobre 2009 1 26 /10 /ottobre /2009 16:11
Il 29 marzo scorso avevamo lanciato un allarme per bloccare la distruzione di una spiaggette vicina al primo pontile comunale, una delle ultime superstiti nel nucleo di Gandria. La minaccia veniva da un sovradimensionato pozzo di captazione delle fogne. All'appello accorsero una decina di persone e i lavori furono sospesi. Poi dopo varie discussioni l'ufficio tecnico comunale ci ha presentato un progetto più consono e, dopo averlo valutato con l'aiuto di un architetto, abbiamo presentato un progetto alternativo che è stato accolto favorevolmente dai tecnici comunali.
Oggi sono ricominciati i lavori e presto saranno terminati. Tutto è bene quel che finisce bene: se si fosse potuto discutere subito, già all'inizio dei lavori, forse sarebbe finita anche meglio. Comunque l'importante è stato riuscire a valutare insieme il da farsi per salvare la spiaggetta.

 
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25 ottobre 2009 7 25 /10 /ottobre /2009 21:18
Comunicato stampa di VivaGandria (25.10.2009)

La decisione del Consiglio di Stato di accogliere parzialmente il ricorso di Luca Pacchin (vedi CdT, 24.10.2009) contro la delibera del Municipio di Lugano che gli negava la licenza preliminare per la costruzione delle contestate palazzine di Gandria ci sembra coerente e consente finalmente di entrare nel merito del problema.

Ricordiamo che il Cantone, in base al parere delle commissioni federale e cantonale per il paesaggio che escludono la possibilità di qualsiasi edificazione, aveva sottoposto al Municipio un parere sfavorevole alla costruzione delle palazzine, con la richiesta di rivedere al caso il piano regolatore del Comune (vedi qui).

Nella sua delibera, per la verità mai enunciata nei dettagli, il Municipio ha rifiutato la licenza preliminare senza entrare nel merito delle richieste dell’esecutivo cantonale. Una decisione quindi che risulta discutibile dal punto di vista giuridico, perché in contraddizione con il piano regolatore che prevede l’edificabilità del sedime in questione. D’altra parte, in contrasto con il parere delle commissioni cantonale e federale, il Municipio ha lasciato filtrare ufficiosamente, anche per bocca di alcuni municipali, che vedrebbe di buon occhio la costruzione di edifici di minor volumetria.

Il nodo irrisolto viene quindi al pettine e si ricomincia da capo, con il rischio di doverlo fare nella fretta.

Tra poco sarà discussa in Consiglio Comunale la mozione Arigoni per istituire una “zona di pianificazione” sul comprensorio, che appoggiamo perché “congelerebbe” la situazione. La Commissione cui compete l’esame della mozione è divisa; la maggioranza ne consiglia l’adozione, la minoranza auspica un’edificazione di volumetria ridotta. Le due posizioni riflettono diverse sensibilità, ma in concreto tutto rischia di risolversi in base ai costi finanziari delle due opzioni.

Il problema andrebbe affrontato riconoscendo intanto che nessuno per ora dispone delle necessarie conoscenze per una decisione meditata: un quadro della situazione, una valutazione del potenziale specifico di Gandria, un inventario del suo patrimonio culturale e paesaggistico che consenta interventi adeguati in ogni eventualità.

Ne avevamo poste le premesse con la petizione (sottoscritta dai 2/3 dei cittadini attivi) inoltrata nell’ottobre 2008 al Consiglio di Stato per la protezione integrale di Gandria ai sensi della Legge sui beni culturali (LBC 1997). Ora è al vaglio della Commissione cantonale, ma la decisione chiede tempo perché rientra nel più ampio contesto degli insediamenti lacuali da proteggere. Intanto continua l’insidioso degrado del delicato tessuto del villaggio.

Però l’inventario può essere fatto subito - in sei mesi e con pochi soldi - anche perché l’Ufficio cantonale dei beni culturali dispone di quasi tutti i dati occorrenti. Se il Municipio di Lugano - come quello di Carona pochi anni fa - decidesse di allestirlo verrebbe a disporre di un valido strumento per decidere con cognizione di causa. Dovrebbe includere uno studio specifico della zona del raccordo stradale al nucleo e dell’area delle palazzine dove si riscontra una situazione infelice, frutto di frettolose decisioni che rimontano fino a sessant’anni fa e che pregiudicano viabilità, infrastrutture e paesaggio.

I saggi provvedimenti richiedono a tutti un momento di riflessione e noi siamo pronti a prestar mano. Proponiamo di congelare ogni ulteriore decisione fino all’allestimento dell’inventario, un anno al massimo, in modo da favorire la ricerca di una buona soluzione di cui domani nessuno debba arrossire.

Con questo spirito, in novembre VivaGandria organizzerà con il contributo di qualificati specialisti una prima serata in/formativa sulle possibilità e i modi per salvaguardare il villaggio; non per decidere il da farsi, ma per capire cosa e come si può fare.

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22 ottobre 2009 4 22 /10 /ottobre /2009 15:55
All'incirca un anno fa l'Associazione Metropoli Svizzera, in collaborazione con i comuni di Mendrisio e Chiasso, ha organizzato tre serate di conferenze sul tema "progettare, costruire, curare" dedicate in particolare al territorio e agli spazi del Mendrisiotto. In pratica "un corso di filosofia applicata per la gente e gli amministratori comunali"; un'idea partita dopo la lettura di un libro di Nicola Emery,"L'architettura difficile:filosofia del costruire".
In quell'occasione lo stesso Emery ha svolto una relazione, che vi proponiamo, in cui ha detto cose importanti su "lo spazio come bene comune". 
Cose che tutti possiamo vedere e sentire nella nostra esperienza quotidiana, ma che i filosofi hanno il privilegio o il dovere di esplicitare meglio. Emery vede uno spazio che sempre più si privatizza, gestito come un condominio da chi lo possiede, che aggredisce e riduce gli spazi collettivi. Si restringono perciò gli spazi urbani e naturali che, come un tempo il pascolo, continuano a essere luoghi necessari alla nostra crescita personale e alla coesione sociale, spazi di uso comune perché non sono di nessuno in particolare, "una terra collettiva la cui partecipazione è retta dalla logica della condivisione e della comunità". Il diritto segue o prefigura questa insidiosa tendenza e ognuno di noi ne paga personalmente le conseguenze, perché se l'ambiente e lo spazio esterno si guastano ne va di mezzo anche il nostro spazio interiore, con il declino psichico e fisico dell'uomo. 
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15 ottobre 2009 4 15 /10 /ottobre /2009 11:44
Tempo fa avevamo segnalato che forse presto Gandria sarebbe entrata nell'Europa; un modo come un altro per parlare dei geositi dell'Insubria. Oggi possiamo essere più precisi.
Si tratta di un progetto Interreg, tra l'Europa e la Svizzera. I promotori hanno già pubblicato un prospetto e una guida (in italiano e in inglese): possono essere richiesti a dsu@lugano.ch o a fsnag@sirssu.ti-edu.ch
 
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9 ottobre 2009 5 09 /10 /ottobre /2009 14:11
La notizia che forse la Romantica verrà salvata non può che rallegrarci.
Questa storia probabilmente a lieto fine è interessante per vari motivi. Dapprima un municipio sbadato che concede la licenza edilizia senza considerare tutti i dispositivi del piano regolatore, poi l'elevarsi di voci critiche, un cantone che si assume le proprie responsabilità e un imprenditore d'origine kossovara disposto a prendere in considerazione il patrimonio ticinese, dando una lezione di stile a molti promotori nostrani.
Rimane certo un po' di amaro in bocca. Anche se ci verranno riconsegnati, il parco e l'interno di Villa Galli sono stati nel frattempo sminuiti grazie a un'incuria di almeno cinquant'anni. D'altra parte anche la zona circostante non è stata certo risparmiata, si pensi al magnifico nucleo di Bissone soffocato dalle vie di traffico. Purtroppo i contemporanei non si rendono sempre conto delle conseguenze del loro agire, conseguenze che dopo alcuni decenni balzano con evidenza agli occhi di tutti. 
Da qui l'importanza di associazioni come la nostra, capaci di additare in tempo i pericoli a cui sono sempre esposti il paesaggio e il territorio. 
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