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30 luglio 2011 6 30 /07 /luglio /2011 08:38

Tita-Carloni(3)Nel giugno scorso Tita Carloni ha compiuto 80 anni. Per l'occasione l'ultimo numero dell'Archivio Storico Ticinese pubblica una lunga intervista di trenta pagine che ritraccia la sua lunga vita professionale, con ampi accenni al dibattito attuale su architettura e protezione del territorio. L'interessante fascicolo - che contiene anche un saggio sul contrabbando tra l'Italia e il Ticino - può essere richiesto direttamente all'editore Casagrande.


Quest'anno anche Gandria avrà il suo 1° agosto. Un evento un po' insolito, proposto da una famiglia che viene da lontano per un Ticino più aperto: un'occasione per conoscerci meglio. L'oratore è Nenad Stojanovic, l'unico gandriese a sedere attualmente in Gran Consiglio. L'appuntamento è alle 11.30 sul praticello del Vargèll (accanto alla scalinata che collega la strada cantonale alla chiesa).

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25 luglio 2011 1 25 /07 /luglio /2011 10:12

Raccogliendo un paio di settimane fa una “provocazione” del direttore del Corriere del Ticino, l’ingegnere Giancarlo Re, consigliere comunale PLR, ha riproposto con forza l’idea della realizzazione in tempi brevi della rete tramviaria di Lugano. Finora nessuno gli ha risposto, forse perché molti hanno la coda di paglia: la questione è importante. Ricorderete come un paio di anni fa la realizzazione della rete tranviaria a H (asta ovest sul Piano del Vedeggio e asta est da Cornaredo al Pian Scairolo, con collegamento dei due tratti al centro città) era stata sbandierata dal Municipio come la soluzione per risolvere i cronici problemi di traffico a Lugano. Nel frattempo non si è fatto molto, anzi tutto lascia credere che in Piazza Riforma si pensi ormai che la tanto decantata rete dovrà ridursi all’asticella che collegherà Bioggio al centro città. Si prevede invece di fare molto per la realizzazione di nuove strade - a scapito dei trasporti pubblici e a favore del traffico privato - anche se ufficialmente si continua a dire - per assicurarsi i milioni promessi dalla Confederazione - di puntare allo sviluppo di un sistema di trasporto strutturante ed efficiente (tram-treno) al servizio di tutto l’agglomerato, che permetta una modifica sensibile della ripartizione modale in favore dei trasporti pubblici.

La questione è complessa e non pretendiamo di poterla sviscerare in poche righe. Intendiamo però d’ora innanzi riproporla regolarmente, anche perché VivaGandria ha recentemente aderito all’Ossevatorio luganese della mobilità e, come tutti sanno, Gandria è particolarmente sfavorita riguardo ai trasporti pubblici. Attualmente - pochi lo sanno e i tempi del dibattito in piena estate sono brevi - è in consultazione il Programma di agglomerato del Luganese di seconda generazione (PAL2), il cui esito influenzerà notevolmente il futuro di Lugano e del Luganese. Il primo PAL era stato criticato in modo abbastanza esplicito dagli uffici federali, per cui al piano di sviluppo la Confederazione assegna il tasso minimo di contributi. Il PAL2 non tiene conto di quelle critiche e persevera nella proposta di nuove strade e nuovi parcheggi, poco curandosi dello sviluppo delle reti di trasporti pubblici, ciclabili e pedonali. L’ASTUTI (Associazione ticinese utenti trasporti pubblici) e l’ATA (Associazione traffico e ambiente) hanno già inoltrato prese di posizione critiche che vi proponiamo integralmente.

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16 luglio 2011 6 16 /07 /luglio /2011 13:40

Domenica scorsa 10 luglio la chiesa di San Vigilio era stracolma di persone che hanno apprezzato l'esibizione di Arianna Camani. Nonostante la minaccia di pioggia molti hanno preferito lasciare l'automobile a casa e sono venuti a Gandria lungo il sentiero; particolarmente gradita l'offerta del battello speciale che li ha riportati a Lugano. Purtroppo un violento improvviso acquazzone ha rovinato il momento conviviale della pausa. L'equipe della nostra buvette, allestita sul sagrato, ha resistito stoicamente ma la maggior parte del pubblico - credenti o non credenti - ha preferito restarsene prudentemente rintanata in chiesa. Peccato, ma per finire è tornata la luna a rimettere le cose a posto ...

CAMANIAtmosfera onirica tra sacro e profano

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13 luglio 2011 3 13 /07 /luglio /2011 20:30

portaIl 10 e 11 settembre prossimo si terrà la Giornata europea del patrimonio culturale. In Svizzera l’evento è organizzato dal NIKE (Centro nazionale d’informazione per la conservazione dei beni culturali) che quest’anno propone il tema “Un mondo sotto i piedi”. In Ticino la giornata è coordinata dall’Ufficio cantonale dei beni culturali che ha allestito varie proposte, incaricando tra l’altro la nostra Associazione di organizzare una visita alle Cantine di Gandria.

La visita - guidata dall'architetto Claudio Mudry-  si terrà domenica 11 settembre tra le 14.00 e le 18.00 (circa) con partenza da Gandria. Si costeggerà in battello la sponda del lago tra Campione e le cantine (fornaci per la calce, cava) e si concluderà con la visita di alcune cantine che apriranno le loro poderose porte: terminerà con un rinfresco imbandito con ottimi prodotti locali.

Per coprire i costi (battello + rinfresco) a ogni partecipante è richiesto un contributo di 25.- franchi. Dato che i posti sul battello sono limitati, chi non vuole restare a terra dovrà iscriversi entro il 31 agosto prossimo. 

Si tratta di una rara occasione per scoprire una realtà poco conosciuta ai ticinesi e anche per coloro che a Gandria sono arrivati da poco e non hanno mai avuto la possibilità di visitare le cantine al loro interno. Affrettatevi dunque a riservare il posto!

cantine

dettaglio

 

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9 luglio 2011 6 09 /07 /luglio /2011 13:01

CamaniOggi il Giornale del Popolo pubblica un articolo con ampi dettagli sul concerto "All'acqua" di Arianna Camani, che si produrrà domani alle 20.45 nella chiesa di San Vigilio. Un'occasione per chi volesse saperne di più prima di gustarsi la musica. Saranno presentati pezzi di Marin, Bochsa, Godefroid, Trnecek, Albèniz, Ibert e Petrassi.


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5 luglio 2011 2 05 /07 /luglio /2011 21:09

Il sito della Città ha pubblicato il tanto discusso e atteso rapporto della Commissione della pianificazione del territorio. Come ci si poteva aspettare, il suo aspetto più interessante non è tanto quello del numero degli oggetti da proteggere (questione che ha fatto scorrere fiumi di inchiostro e ha innescato aspre polemiche), quanto piuttosto quello dei temi che introduce nella discussione: riesame del piano regolatore, zone di pianificazione, implementazione dell'ISOS e necessità degli inventari dei nuclei. Tutti temi che VivaGandria ha ripetutamente sollevato in questi anni. Vi invitiamo a leggerlo attentamente, anche per il suo valore "pedagogico" per quanto riguarda la storia della legislazione e le pratiche di protezione del territorio del Cantone e del Comune.

Altro aspetto interessante è dato dal fatto che tutti i commissari (dal PS alla Lega) lo hanno sottoscritto, il che gli dà buone possibilità di successo in Consiglio comunale, sempre che il Municipio non decida all'ultimo momento di ritirare il suo messaggio (come aveva minacciato nei giorni scorsi).

Tra l'altro, in relazione a queste tematiche, anche Raffaella Martinelli, relatrice della Commissione, ha ritenuto necessario reagire alla stupefacente intervista del sindaco apparsa recentemente sul Corriere del Ticino: crediamo di fare cosa utile mettendo online il suo intervento.

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4 luglio 2011 1 04 /07 /luglio /2011 13:11

Domenica prossima 10 luglio alle 20.45, Arianna Camani si produrrà in un concerto d'arpa nella chiesa di San Vigilio. Segnatevi l'appuntamento e pregustatevi il programma.

Arianna Camani ha iniziato lo studio dell'arpa all'Accademia di Musica di Lugano, ha seguito corsi al Conservatorio di Victoria in Canada e si è poi trasferita a Basilea, dove ha conseguito i diplomi d'insegnante e di perfezionamento. Dà concerti sia come solista che con diverse formazioni di musica da camera in Svizzera, Germania e Austria. È arpista solista dell'orchestra Basel Sinfonietta e collabora con l'orchestra Musikkollegium Winterthur.

L'entrata è gratuita e, in caso di bel tempo, durante la pausa funzionerà una buvette sul sagrato della chiesa.

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29 giugno 2011 3 29 /06 /giugno /2011 14:12

Caro Sindaco,

la sua recente intervista sul Corriere del Ticino è senza dubbio stupefacente.

Pensiamo che le questioni del bello, del bene e della democrazia sono intimamente interconnesse e hanno grande rilevanza nella storia del pensiero. Ciononostante, in questa sede, non vogliamo entrare nel merito delle sue considerazioni, che non condividiamo, sulla difesa del patrimonio architettonico di Lugano, ma venire al suo modo di concepire la politica, la democrazia, il rapporto tra eletti e elettori.

A Gandria lei si è “stufato” per non essere riuscito a far passare un suo progetto, per la verità non brillante. A suo dire le persone che aderiscono alla nostra Associazione (e alle altre sorte in città) non sono in “buona fede”, sono malate di “protagonismo”, “sprovvedute”, sono “sempre negative, sempre contro, sempre critiche...” ed esprimono solo “astio”. Più in generale, partendo da quelle premesse, lei ritiene che pianificare la città coinvolgendo i cittadini sia “una follia totale” che “uccide la democrazia”.

Allora vorremmo ricordarle come ci siamo mossi in questi ultimi tre anni a Gandria.

- 8.10.2008: quando lei ha introdotto il progetto delle note palazzine non abbiamo criticato ma abbiamo promosso una petizione al Consiglio di Stato per la protezione integrale di Gandria: due terzi dei cittadini l’hanno sottoscritta. Attualmente ha superato lo scoglio della Commissione dei beni culturali ed è al vaglio dell’ufficio cantonale che dovrà fornire il preavviso per la decisione del governo.

- 5.11.2009: le abbiamo inviato una lettera proponendo, tra l’altro “di far allestire un inventario rapido del contesto culturale/paesaggistico di Gandria” per porre un freno al degrado quotidiano - anche per mano pubblica - del delicato tessuto del villaggio. Per questo progetto, come abbiamo avuto occasione di esporre a un membro dei municipio, offrivamo un modello, la collaborazione dell'Ufficio cantonale dei beni culturali e una direzione scientifica di qualità. Ma la proposta non è stata accolta.

- 19.11.2009: abbiamo organizzato una conferenza/dibattito con relatori qualificati - “di spessore”, direbbe lei - e folto pubblico per discutere del tema “Gandria: nucleo da salvaguardare?”. Il Municipio ha delegato ufficialmente l’architetto Marco Hubeli, responsabile della pianificazione comunale, per cui sa che dal dibattito sono scaturiti suggerimenti interessanti da prendere in considerazione.

- 26.7.2010: abbiamo proposto al Municipio la partecipazione della Città a un Mandato di studio parallelo per la tutela e la valorizzazione architettonica e ambientale dell'antico villaggio di Gandria. Il Cantone lo desiderava, la SIA e la FAS - società di architetti e ingegneri - ne avevano approvato il bando e volevano patrocinarlo, garantendo anche la pubblicazione e la mostra dei risultati. La STAN aveva aderito. L’allora capo Dicastero del territorio Paolo Beltraminelli e l’architetto Marco Hubeli avevano espresso il loro accordo di principio, il Municipio diceva di seguire “con interesse l'iniziativa dell'Associazione VivaGandria”. Due giorni dopo la maggioranza municipale in cui si riconosce ha declinato frettolosamente l’offerta, senza comunicare ai municipali il testo del mandato - elaborato da architetti “di spessore” - e senza inoltrarlo per esame, come consueto, ai competenti uffici amministratvi. Un’occasione mancata, che avrebbe permesso fra l’altro di affrontare quello che lei considera “il vero sfregio di Gandria, quell'autosilo sopra la testa: osceno, oppressivo”. Su questo punto siamo totalmente d’accordo con lei: allora perché non affrontare insieme il problema?

Siamo forse degli “sprovveduti” ma ci sembra di potere onestamente dire di aver sempre avanzato proposte positive e concrete. Questo e altre attività più capillari, storiche, culturali, sociali.., è ciò che abbiamo il piacere di fare “a favore della collettivita”.

E lei perché è così critico? Così negativo? In questo modo rischia di innescare un drammatico scenario fin de règne. La storia insegna che quando i governanti incensano i cittadini c'è odore di tirannia nascente e quando li insultano c'è odore di tirannia in declino. Ma siamo convinti che presto o tardi si aprirà anche a Lugano lo spazio della relazione, la politica del dialogo tra autorità e cittadini; quella per esempio sperimentata in città come Zurigo, con grande guadagno di intelligenza collettiva e beneficio per il tessuto e la progettualità sociale e urbana.

Se dubita veramente della nostra “buona fede” la invitiamo a venire a discutere da noi e l’aspettiamo fiduciosi. Potrà facilmente rendersi conto che il nostro interesse è per una città bella e vivibile e che per questo possiamo mettere a disposizione idee, creatività e savoir-faire.

Cordialmente,

VivaGandria

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28 giugno 2011 2 28 /06 /giugno /2011 17:25

Attaccato da più parti e anche nel suo partito, Giorgio Giudici sceglie lo scontro, quasi volesse innescare un drammatico scenario "fin de règne". Lo ha fatto oggi sul Corriere del Ticino in una lunga intervista con la quale offende mezza città. VivaGandria non è "in buona fede", noi (e i membri dei gruppi che difendono il territorio) saremmo malati di “protagonismo”, “sprovveduti”, “sempre negativi, sempre contro, sempre critici...” ed esprimiamo solo “astio”. Più in generale, partendo da queste premesse, ritiene che pianificare la città coinvolgendo i cittadini sia “una follia totale” che “uccide la democrazia”. Vi risparmiamo, le potete leggere sul giornale, la serie di banalità inanellate sulla protezione del patrimonio architettonico di Lugano. Rimandiamo il nostro commento complessivo a una lettera aperta che diffonderemo quanto prima.

Come sappiamo attorno alla protezione del patrimonio culturale di Lugano sta infuriando un'aspra battaglia e sulla Regione, Giovanna Masoni rivela perché Bignasca fa bau ...

Questa afosa e per molti versi penosa giornata di fine giugno ci ha perlomeno riservato le rinfrescanti considerazioni di Elio Bollag e Franco Cavani sulla perduta bellezza di Lugano.

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26 giugno 2011 7 26 /06 /giugno /2011 07:21

Nella seduta di mercoledì scorso, il Municipio ha dunque deciso di non ritirare il suo messaggio sulla variante beni culturali del PR e lo ha annunciato con un comunicato stampa. La decisione è avvenuta a maggioranza; solo i due municipali leghisti hanno votato a favore del ritiro. L’esecutivo detta però le sue condizioni: la questione dovrà essere ridiscussa tra Municipio e Commissione della pianificazione per “individuare eventuali punti di incontro”. In parole povere: il Municipio ritiene che i commissari devono capire quali sono “le conseguenze finanziarie” della loro proposta (ricordiamo come il sindaco avesse già in precedenza dichiarato che il reinsirimento di 33 oggetti nella lista dei beni da proteggere “minaccia lo sviluppo economico di Lugano”). La questione giungerà quindi sui tavoli del Consiglio comunale “nei prossimi mesi”.

Inoltre, in risposta alla mozione della Lega per il Baustopp, si comincia a parlare della tanto necessaria revisione complessiva del piano regolatore. Lo si fa in termini vaghi, anche se entro fine luglio il Dicastero del territorio è incaricato di presentare “un concetto di indirizzi per l’impostazione di tutti i PR della Città in un nuovo unico piano regolatore secondo principi di unitarietà e qualità urbanistica”.

Quasi tutti sembrano soddisfatti di quella soluzione dell’ultima ora, dimenticando che la decisione sulla variante doveva essere presa dal Consiglio comunale già nella sua seduta di domani. Invece il dibattito viene rinviato di mesi (quanti non si sa) e in sostanza si è intanto deciso di non decidere. Cominceranno quindi lunghe discussioni di corridoio per soppesare i vari interessi e ridefinire gli schieramenti; intanto i cittadini, che non hanno neanche il diritto di conoscere i contenuti del rapporto della Commissione pianificazione, sono tenuti all’oscuro di tutto. Inoltre rimane al Municipio la possibilità di ritirare il messaggio qualora e quando lo ritenesse opportuno, una minaccia che certo peserà sulla possibile soluzione di compromesso.

Rimane da capire quali sono i possibili scenari aperti dalla mozione leghista sul Baustopp che innesca la revisione totale del piano regolatore. Il Corriere del Ticino mette in primo piano quella questione, dando al sindaco l’opportunità di esprimersi sui concetti che dovrebbero presiedere allo sviluppo futuro di Lugano. Secondo Giudici il limite di questo sviluppo è legato “alla capacità delle infrastrutture viarie a sopportarlo”. Noi invece crediamo, con altri, che sarebbe più giusto commisurarlo alla qualità di vita che questa città può offrire.

Insomma, tutto lascia presagire che la vera discussione verrà rimandata a dopo le elezioni comunali dell’anno prossimo. Tutto sommato non sarebbe un male, se alcuni degli attuali responsabili venissero mandati a casa. 
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