Mercoledì 25 novembre 2009
alle 18.00 nella palestra comunale

Di VivaGandria
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Domenica 22 novembre 2009
Abbiamo già riferito sull'esito della nostra serata del 19 novembre sulla salvaguardia di Gandria che ha avuto ampio risalto anche sui media cantonali, che ringraziamo per il loro interessammento e sostegno.
Ci sembra che il quotidiano che ha "centrato" meglio lo spirito della serata sia stato La Regione: dato che questo giornale "bellinzonese" è meno diffuso di altri dalle nostre parti, mettiamo qui a disposizione di tutti la sua relazione.
Di VivaGandria
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Venerdì 20 novembre 2009

La serata d’informazione e discussione del 19 novembre si è rivelata interessante e piena di spunti di riflessione. Innanzitutto una parola sul pubblico: una sessantina di persone, per la metà gandriesi e l’altra di addetti ai lavori. C’erano architetti, storici, storici dell’arte e soprattutto diversi politici (consiglieri comunali e la municipale Nicoletta Mariolini, intervenuta a titolo personale dato che il municipio di Lugano ha delegato a rappresentarlo l’architetto Marco Hubeli, responsabile della pianificazione del comune). C’era anche - ci ha fatto piacere perché siamo aperti al dialogo - Luca Pacchin, il promotore delle discusse palazzine (vedi qui per l’immediata relazione del Corriere del Ticino). Questa presenza qualificata dimostra che il tema della salvaguardia di Gandria ha ormai fatto breccia; dovendo decidere nei prossimi mesi alcune questioni importanti che pregiudicano il futuro dell’insediamento (ricorso Pacchin e mozione Arigoni) sembra che il legilslativo e l’esecutivo comunale abbiano preso coscienza della necessità di valutare seriamente la questione. Per quanto ci riguarda non mancheremo di continuare a fare proposte e ribadire la nostra volontà di dialogo e collaborazione.
Adriano  Censi presidente della commissione cantonale beni culturali ha spiegato come avviene praticamente la consulenza per la salvaguardia del nucleo di Fusio - finora l'unico insediamento integralmente protetto in Ticino. Paolo Fumagalli  ha parlato dei criteri con cui si analizza il paesaggio e spiegato il procedimento che ha portato la commissione cantonale del paesaggio da lui presieduta alla conclusione che il territorio investito dal progetto di palazzine non deve essere edificato. Tita Carloni, con poche immagini, ha saputo illustrare in modo semplice e preciso il passato, il presente e il possibile futuro del nostro villaggio. Una magnifica foto di “Gandria nella sua maturità” (risalente forse al 1920, che speriamo di potervi presentare presto) e i bei profili dell’insediamento realizzati (con altri) alcuni anni fa dal nostro socio Claudio Mudry gli hanno permesso di definire Gandria come un “monumento”. Un monumento che nel frattempo ha subito le “incrostazioni” del turismo e delle modifiche intervenute dopo la costruzione della strada carrozzabile, interventi che comunque non ne ha corrotto l’anima. Un’anima che potrà tornare in evidenza se gli abitanti sapranno definire un programma per il futuro, a partire dal quale dei bravi architetti potranno elaborare un progetto. Quindi un insediamento che non dev’essere mummificato ma deve cercare nuove forme di sviluppo. Con le nostre forze e con entusiasmo, è proprio quello a cui stiamo lavorando.

    

Di VivaGandria
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Mercoledì 11 novembre 2009
Care amiche, cari amici, segnatevi la data: giovedì 19 novembre VivaGandria organizzerà una serata d'informazione e dibattito sul tema Gandria: nucleo da salvaguardare? (vedi qui per l'invito).
I relatori chiamati a intervenire sono certamente qualificati: Adriano Censi, presidente della Commissione cantonale dei beni culturali, Paolo Fumagalli, presidente della Commissione del paesaggio e Tita Carloni, il "grande vecchio" del patrimonio culturale e paesaggistico ticinese.
La serata potrebbe rivelarsi importante per l'avvenire di questo villaggio/quartiere anche e proprio perché non si tratterà di prendere decisioni ma di capire come si possono prendere con cognizione di causa e in modo meditato. Tutti sono stati invitati; i residenti, i municipali e i consiglieri comunali di Lugano. Molto dipenderà quindi dalla presenza e dall'attenzione del pubblico perché largo spazio sarà dedicato alla discussione e al dibattito. Insomma, passate parola.
Di VivaGandria
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Sabato 7 novembre 2009

La municipale Giovanna Masoni, intervistata da PLR Informa (vedi qui) nello scorso mese di ottobre in merito alla protezione comunale dei beni culturali, ha ribadito l'importanza di "dotarsi almeno di un inventario, è la prima cosa; è un po' come la rosa del Piccolo Principe; se non conosci i beni culturali della e nella tua città, se non te ne occupi, non saprai apprezzarli e magari nemmeno vederli".
Come darle torto? Anche noi vogliamo un inventario del patrimonio culturale e paesaggistico di Gandria: abbiamo già chiesto un incontro al Municipio per poterne discutere concretamente. Ci sembra importante farlo subito perché in questi prossimi mesi (o settimane) ci saranno due decisioni importanti che segneranno il futuro di Gandria: la votazione in consiglio comunale sulla mozione Arigoni "Giù le mani da Gandria" e la risposta del municipio al ricorso Pacchin sulle discusse palazzine. Il nostro timore è che questo avvenga senza che nessuno abbia in mano lo strumento necessario per poterlo fare con cognizione di causa. L'inventario appunto, che va allestito con urgenza: in attesa della sua realizzazione, che richiede all'incirca sei mesi e pochi soldi, proponiamo di congelare tutto, una moratoria di un anno prima di prendere decisioni affrettate di cui ci si potrebbe pentire in seguito.

Di VivaGandria
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Giovedì 29 ottobre 2009
Due anni fa il gandriese Roberto Genazzini ha scritto una divertente poesia dialettale dopo il matrimonio d'interesse tra Lugano e Gandria. Sulla casa comunale sventolava ormai il gonfalone di Lugano, ma "rispetto e stima non s'ammainano" e come "provare affetto per quel nuovo simbolo"?. Nella maglia del FC Lugano indossata da bambino in "memorabili partite giocate tra i vicoli del mio paese" - quegli spazi comuni ora un po' in disuso ricordati da Nicola Emery - trova stimolo per "rime dialettali che sognano l'immortalità di Gandria". Ci fa tenerezza quei "dó giácch i fa na pòrta, trii corner un penalty", una formula classica che ha segnato in modo indelebile i ricordi di tanti maschietti.
Di VivaGandria
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